Nella storia dei serial killer merita un posto di rilievo la palermitana Giovanna Bonanno meglio conosciuta come la “vecchia dell’aceto”.

Il nostro bel paese vanta un cospicuo numero di assassini seriali, alcuni celebri e recenti, altri meno celebri perché relegati in un passato che si cerca di dimenticare… paese di santi, poeti, navigatori e assassini… sembrerebbe proprio così a giudicare dal numero di assassini seriali che nei secoli hanno esercitato nella penisola.

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Giovanna Bonanno nacque a Palermo nel 1713 e vi morì (in un modo non del tutto onorevole) nel 1789.

Della sua vita si conosce ben poco, era una donna di bassa estrazione tanto che visse mendicando… finché non conobbe un modo per allontanarsi dalla sua misera condizione, questo quando era un’anziana mendicante.

Nel 1786 infetti scoprì casualmente che l’aceto per i pidocchi ingerito può condurre presto alla morte. Mescolato a vino e arsenico poteva essere facilmente somministrato senza destare sospetti nella vittima e portandola alla morte senza prove di un avvelenamento.

Giovanna Bonanno così pose al servizio delle donne infelicemente maritate la sua opera di avvelenatrice.

La sua prima cliente fu una vicina che voleva liberarsi del suo noioso marito per dedicarsi, anima e corpo, al suo giovane e prestante amante. La prima dose che le diede però suscitò solo un gran mal di pancia. La moglie dovette procedere con altre dosi “rinforzate” per spedire all’altro mondo il marito. I medici non riuscirono a scoprire le cause della morte così Giovanna ebbe la conferma che le morti procurate dal suo veleno potevano passare inosservate…

Nel quartiere popolare Zisa di Palermo cominciarono a morire mogli e mariti, dapprima un fornaio, poi un nobile accusato di aver sperperato un patrimonio in vizi e puttane, poi ancora la moglie di un fornaio stanco dei tradimenti continui della consorte.

A tradire Giovanna fu un’amica, madre del marito di tale Maria Pitarra. Venuta a conoscenza delle intenzioni omicide di sua nuora e del modo in cui si era procurato il veleno tese una trappola a Giovanna, le chiese una dose di veleno ma al momento della consegna si presentò con 4 testimoni.

Giovanna Bonanno fu processata per stregoneria e condannata a morte. Venne impiccata nel 1789 con l’accusa di essere una strega. L’89 è anche l’anno della rivoluzione francese.

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