Issei Sagawa era un giovane e annoiato rampollo di una ricca famiglia giapponese, nel 1981 si trovava a Parigi per studiare letteratura francese, qui conobbe una giovane studentessa olandese, Renèe Hartevelt. Tra i due nacque un’amicizia o un sodalizio, la bella Renèe cominciò a frequentare la casa del brutto e timido Issei, lui le cucinava dei raffinati piatti giapponese e lei in cambio gli dava ripetizioni di francese.

zona morta Issei Sagawa cannibale di parigi

Issei era nella friendzone ma come tutti gli amici innamorati si illudeva, nutriva speranze che la bella olandesina potesse un giorno cadere ammaliata, sedotta dal modo in cui lui cucinava o dalla sua raffinatezza. Nulla di ciò accadrà.

zona morta Issei Sagawa cannibale

Renèe Hartevelt

L’11 Giugno del 1981 Issei prese coraggio e si dichiarò alla studentessa che reagì imbarazzata, forse deridendolo, così dichiarò Issei Sagawa in seguito, come unico testimone di quei fatti… preso da un raptus che la perizia di un medico francese definì”probabilmente irripetibile” (perizia che sarà decisiva negli sviluppi processuali della vicenda) sparò con un fucile da caccia detenuto legalmente alla ragazza e la uccise… fin qui una storia tutto sommato “normale”, un banale omicidio dettato da un raptus di follia, un caso di femminicidio, potremmo dire, ovviamente terribile, visto che stroncò la vita di una giovane ragazza olandese… ma il caso di Issei Sagawa non è solo un caso di omicidio, è qualcosa di più atroce e selvaggio, è un caso di cannibalismo. Dopo averla uccisa infatti Issai la fece a pezzi e la mangiò per alcuni giorni utilizzando un freezer per conservarne i pezzi. Quando la polizia bussò alla sua porta Issai aveva già consumato 7 chili di Renèe. La polizia francese si trovò di fronte a una scena del crimine agghiacciante: la giovane olandese Renèe Hartevelt sezionata con parti del corpo rimosse chirurgicamente, cucinate e mangiate da Issei.

Issei venne dichiarato “infermo mentalmente”, i giudici francesi lo fecero rinchiudere in un manicomio giudiziario dove pensavano che sarebbe restato per molto tempo… si sbagliavano, la famiglia Sagawa era molto ricca e influente in Giappone, il padre, uomo d’affari intrecciato con la politica riuscì a far approvare una legge tutt’ora in vigore per poter far espiare le colpe di un uomo arrestato all’estero nel proprio paese d’origine. Passarono solo due anni, nel frattempo Issei era già divenuto una star in Giappone e al suo rientro, ricoverato brevemente in una clinica psichiatrica dove ovviamente lo dichiareranno guarito in breve tempo, fu intervistato su giornali, riviste e in televisione, gli furono offerte cattedre universitarie e partecipò a un talk show. Divenne in poco tempo un fenomeno da baraccone, un mostro da esibire, esibizione a cui si prestò in cambio di denaro e fama.

Si lanciò persino nella critica gastronomica e divenne una specie di esperto da invitare in quelle macabre trasmissioni che trattano di crimini efferati con tanto di plastico che ricostruisce la scena del crimine, un po’ come se Vespa invitasse in una sua trasmissione su un caso di infanticidio Annamaria Franzoni… non escludo che non possa accadere…

Oggi la fama di Issei è tramontata, la sua famiglia è caduta in disgrazia anche a causa della sua sovraesposizione, lui vive nella periferia di Tokyo campando di un piccolo sussidio comunale. In una delle tante interviste concesse disse:

Il cannibalismo è un atto supremo d’amore – mi spiegava – io ho ucciso Renèe per mangiarla, non per violentarla… Facendo l’amore, infatti, entri nel corpo dell’alta persona per pochi minuti. Mangiandola, la fai tua per sempre

sagawa

 

Dunque ragazze quando accettate un invito a cena a casa di qualche ragazzo assicuratevi di non essere voi il piatto di portata…

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