Per un Natale Horror vi consiglio La tana di mezzanotte di Richard Laymon

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Richard Laymon è uno scrittore horror morto nel 2001 dopo aver dato alle stampe un buon numero di romanzi e racconti.  Il suo stile è molto semplice, essenziale che non arretra di fronte alla descrizione minuziosa degli orrori più indicibili ed è veramente molto bravo anche nel descrivere scene di sesso, anche se quasi sempre si rivelano scene di sesso malato.  Uno stile molto efficace,  con un vocabolario limitato che però  basta e avanza per costruire  delle storie quadrate, molto solide, inattaccabili dal punto di vista narrativo.  Il suo obiettivo è spaventare e ci riesce più di tanti scrittori horror più celebri e celebrati.

 La tana di mezzanotte mi è piaciuto particolarmente perché parte piano, come una storia già sentita, che potrebbe ricordare  alcuni film su gente intrappolata nelle caverne o in luoghi similmente angusti, penso al bellissimo Descent in particolare. In realtà,  proseguendo, si capisce che va da tutt’altra parte. Nel senso che l’orrore in agguato in queste grotte di Mordock (sito inventato) è molto diverso da quello che ci possiamo aspettare.  Inizialmente siamo portati a pensare che la parte chiusa al pubblico di queste grotte, murata dopo che la moglie di Ely, il proprietario del complesso e dell’albergo costruito sopra l’accesso, è precipitata in un burrone, sia abitata dal fantasma della moglie stessa, e che le grotte siano state chiuse per sicurezza (ufficialmente è così). Ma leggendo poi si capirà il motivo per cui è stato costruito quel muro ed è una verità davvero agghiacciante e malata.

Il romanzo inizia con il racconto di un gruppo di turisti che rimane intrappolato dopo un improvviso e misterioso blackout.  E’ successo qualcosa sopra, nella parte dell’accesso dove c’è l’albergo, ma non si sa cosa. Alcuni ipotizzano un attacco terroristico, altri che il mondo intero sia finito per una guerra nucleare.  Il non sapere cosa è successo di sopra  crea tensione narrativa.  Laymon abilmente sfrutta sia la nostra ignoranza dei fatti che quella dei personaggi, cercando di dare qualche informazione in più a noi rispetto ai personaggi ignari, ma a piccole dosi, in crescendo.  Questi turisti intrappolati decidono di andare a vedere se è possibile trovare un accesso attraverso il muro di Ely, e così fanno la cosa sbagliata: tentano di picconare il muro per passare dall’altra parte. Laymon a questo punto sospende la parte di narrazione nelle grotte, lascia i turisti intrappolati a picconare il muro, e ci porta, noi lettori, di sopra nell’albergo, a scoprire che cosa è davvero accaduto fino al blackout. E lo fa con un colpo da maestro.  La verità è che la verità è più atroce e folle di quel che potevamo immaginare. Non ci sono mostri , non ci sono strane creature al di là del muro, ma è qualcosa di ancora più folle, qualcosa di ancora più morboso. Ovviamente lascio a voi il piacere di scoprirlo.

Questo romanzo è scritto in modo semplice e non ci sono personaggi che ti rimangono particolarmente impressi, ma è scritto in modo efficace, cioè fa il suo sporco lavoro.  Una storia claustrofobica e perversa che vi terrà incollati fino all’ultima pagina.

Richard Laymon, di cui ho letto anche L’isola, che recensirò più avanti, sa creare tensione, spaventare e sa descrivere molto bene la follia, la perversione umana. Con pochi pochi tratti di penna crea incubi inquietanti e questo è un gran dono. Non è un autore magniloquente alla Stephen King, non ti seduce con la maestria dello stile, con lo spessore psicologico dei suoi personaggi, ti seduce con la robustezza delle sue trame, con l’onestà della sua scrittura artigiana. Richard Laymon, La tana di mezzanotte, buona lettura.

Per acquistarlo eccovi il link: La tana di mezzanotte

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