Le neo mamme lo sanno bene, il pianto continuo del bambino lede i nervi, le notti in bianco diventano pesanti e possono nuocere al rendimento sul lavoro. Per questo in epoca vittoriana si diffusero dei calmanti per bambini a base di oppio.

Uno dei più famosi era il Godfrey’s Cordial, una mistura di spezie, melassa e oppio inventata da Thomas Godfrey nel 1700 e venduta come rimedio per qualunque malessere infantile, dalla diarrea all’insonnia.

zona morta godfreys bottiglia

Il celebre tonico Godfrey’s Cordial, a base di oppio, il migliore amico delle mamme

Sebbene diluito con altre sostanze ben presto l’oppio tendeva a depositarsi sul fondo, essendo più pesante, per questo i bambini quando la bottiglia era stata consumata finivano per assumere oppio puro.

Secondo testimonianze mediche dell’epoca i pargoli erano così strafatti di droga che già durante il tragitto dalla farmacia, dove veniva venduto legalmente, alla casa si attaccavano al tappo cercando di svitarlo con i denti per assumere un po’ di sostanza.

Bisogna dire che all’epoca vi erano numerosi preparati medici a base d’oppio, tra i più famosi il Laudano, che serviva a lenire il dolore. Ricordiamo anche che la cocaina veniva venduta per lenire la tosse, per non parlare in epoche successive dell’eroina usata per curare l’influenza. Le pozioni a base di oppio erano ritenute corroboranti, venivano somministrate anche alle partorienti e  ai neonati in piccole dosi.

Sebbene questi preparati fossero diffusi soprattutto nelle classi meno agiate (il loro costo era infatti accessibile) dove l’insonnia poteva portare ad essere licenziati dal lavoro non mancavano anche le balie al soldo di ricchi borghesi che in assenza dei padroni somministravano l’oppio ai loro bambini per tenerli quieti.

zona morta pubblicità del tonico di mrs winslow

Una delle rassicuranti pubblicità dello sciroppo tonificante di Mrs Winslow.

Il rischio di overdose era molto alto e così era facile far passare per incidente quello che era un vero e proprio infanticidio. Pratica assai diffusa nei ceti più popolari dove una bocca da sfamare in più poteva significare la morte per fame dell’intera famiglia.

A falcidiare gli infanti non bastavano la miseria, la scarsa igiene e le overdose di oppio, a queste cause di mortalità elevata si aggiungeva anche la modalità con cui veniva somministrata la mistura d’oppio, quella che passò alla storia come la “killer bottle”. Era un bicchierone di vetro provvisto di una cannuccia metallica che veniva dato ai bambini e da cui potevano attingere liberamente mentre la mamma era affaccendata nei lavori domestici. La forma della bottiglia non consentiva un’adeguata pulizia per cui quei tubi diventavano ben presto, in un’epoca in cui la sterilizzazione era praticamente sconosciuta, ricettacolo di ogni germe.  Per questo col tempo quella bottiglia venne conosciuta come “the killer” o “the murdered”.

zona morta the killer bottle

la Killer Bottle

In epoca vittoriana solo 2 bambini su 10 raggiungevano i primi due anni di età, la mortalità infantile, a cui l’oppio contribuiva, era così alta che spesso ai bambini non veniva dato un nome prima dei 2 anni d’età quando si poteva sperare che sopravvivessero.

Insomma a quell’epoca se già si era sopravvissuti al parto, che avvenivano in condizioni igieniche spaventose, poi bisognava sperare che non ti uccidessero i medici e la mamma.

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