La Zona Morta

Tornare al cinema – 1

&NewLine;<p><em>Tornare al cinema finalmente&period; Perché il luogo prescelto per godere del cinema è la sala cinematografica&period; Tornare significa che siamo già stati tutti là&comma; nessuno escluso&period; Ma ce ne siamo allontanati col tempo&period; Pandemia&comma; pigrizia&comma; mancanza di denaro&period; Tutte ipotesi&period; La mia teoria è che siamo sempre stati là ma non abbiamo più chiuso gli occhi&comma; non ci siamo più abbandonati a quella visione estatica&period; Con l&&num;8217&semi;occasione della riapertura delle sale dopo i tragici eventi legati alla pandemia ripubblico vecchi frammenti sul cinema perduti in qualche polveroso cassetto&period;<&sol;em><&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1447 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;05&sol;danny-lloyd&period;jpg" alt&equals;"tornare al cinema - shining" width&equals;"800" height&equals;"400" &sol;><&sol;p>&NewLine;<p> <&sol;p>&NewLine;<p><em>Il corridoio e l’ignoto&period;<&sol;em><&sol;p>&NewLine;<p>Se cerco nella mia memoria visiva una delle prime immagini che hanno segnato la mia retina&comma; mi torna alla mente Danny sul suo triciclo&comma; mentre percorre a tutta velocità i corridoi deserti dell’Overlook Hotel in <a href&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;i-20-film-horror-piu-spaventosi&sol;">Shining<&sol;a> di Stanley Kubrick&period; Se devo dare una qualche giustificazione intellettuale a questo frammento di memoria tornato dal passato penso alle paure che si provano nell’attraversare qualcosa&colon; un corridoio è insieme un percorso verso qualcosa e una promessa di possibili insidie o di piaceri&comma; le porte che si aprono sul corridoio sono possibilità&comma; e le possibilità possono avere segno positivo o negativo&comma; l’insidia nel corridoio è insita anche nella natura stessa della struttura&comma; dove conduce il corridoio&quest; Questa è la domanda che inquieta le menti più assennate e tormentate&period; Il corridoio è assimilabile ad un tunnel se non fosse per le porte che si aprono o chiudono su di esso&period; Il corridoio è una struttura aperta in cui l’inizio e la fine possono essere coincidenti&comma; un cerchio al cui interno ed esterno vive e pulsa un mondo ignoto e pauroso&period;<br &sol;>Il gesto e la ripetizione&period; Charles Foster Kane è il protagonista di Citizan Kane &lpar;Quarto Potere&rpar; di Orson Welles&period; L’immagine più indelebile &lbrack;per me&rsqb; è verso la fine&period; Kane si aggira per il suo sterminato&comma; barocco&comma; palazzo&comma; struttura cumulativa per eccellenza&comma; tutto ciò che ha toccato la vita di Kane trova qui accoglienza&period; I lunghi corridoi sono disseminati di statue e specchi&period; Kane passa tra due specchi che si riflettono&period; La sua immagine viene moltiplicata all’infinito&period; E’ una metafora del cinema&comma; ma è anche una metafora dell’essere e del suo mistero&period; Kane è inafferrabile&comma; la sua identità è un enigma indecifrabile&comma; l’immagine moltiplicata dagli specchi contrapposti sancisce la perdita di una possibile unità&comma; Kane è un’immagine frammentata all’infinito&comma; la moltiplicazione di sé&comma; delle sue possibilità&comma; impedisce l’individualizzazione&period; L’immagine del cinema è insieme gesto e ripetizione&period; Il gesto è la cosa più singolare che esista ma il cinema la moltiplica e la replica all’infinito&period; La visione è nella possibilità infinita&comma; la ripetizione costante e precisa&comma; assoluta e dolorosamente identica&period; Il gesto&comma; il sapore dell’unicità che di solito leghiamo ad esso viene vanificato dall’ossessività della ripetizione&period;<&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1448 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;05&sol;1hC-g&fjlig;q4R7mI2tq&lowbar;7TS46w&period;jpeg" alt&equals;"tornare al cinema - arancia meccanica" width&equals;"1600" height&equals;"900" &sol;><br &sol;><em>Lo sguardo in macchina&period;<&sol;em><&sol;p>&NewLine;<p>Alex in Arancia meccanica di Stanley Kubrick&period; Alex è seduto al Korova milk bar assieme ai suoi drughi&period; I suoi occhi deliranti sono nei nostri&period; Ma non è così&period; Il movimento di macchina&comma; uno zoom con carrello indietro&comma; svela un nuovo senso dell’immagine&period; Alex guarda altrove&comma; i suoi occhi sono persi in qualche fantasticheria&period; Lo sguardo in macchina ebbe alle origini una funzione eminentemente esibizionistica&comma; era ridotta a mero gioco&comma; lo scherzo di un regista che non prendeva troppo sul serio il suo lavoro o probabilmente non ne aveva ancora del tutto coscienza&comma; quel tipo di coscienza che invece ebbero i cineasti nei decenni successivi&period; In seguito lo sguardo in macchina ebbe la funzione di rivelare la finzione cinematografica&comma; era un modo per dire&comma; ti sto raccontando qualcosa&comma; quel che vedi è solo quello che io decido di mostrarti&period; In alcuni cineasti di scuola marxista era uno dei modi per svelare al pubblico il meccanismo della finzione&comma; distruggere il senso di realismo a cui il cinema condanna la visione&comma; per sua natura&comma; per svelare il processo industriale alla base&period; Lo sguardo in macchina è parente di quel rivolgersi al pubblico di alcuni attori di commedia&comma; coinvolgere il pubblico nel meccanismo narrativo fino a farne un personaggio vero e proprio&period; Ma al cinema non funziona&comma; lo schermo è più lontano del palcoscenico&comma; lo schermo è solo un riflesso&comma; la luce che dà vita alle immagini sullo schermo è solo un mezzo&comma; l’esistenza dell’opera è altrove&comma; persa in uno spazio incommensurabile&comma; troppo distante e troppo vicino&comma; è lo spazio dell’immaginazione onirica&period; Come i sogni il cinema è più reale del reale&comma; difficile distinguerlo dalla verità&period; Il luogo del cinema è in una dimensione a noi preclusa&period; Lo sguardo in macchina inquieta e disturba perché ci arriva da un altro mondo&comma; percepiamo qualcosa che ha il sapore di un tentativo di frode&comma; un inganno innocente&comma; un modo per sottolineare la distanza e l’incomunicabilità tra il mondo di quelle immagini e il nostro&period; Kubrick in questa elaborazione dello sguardo in macchina&comma; nel suo procedere per disinganni&comma; per disillusioni&comma; gioca con i nostri desideri e si fa beffe delle nostre illusioni&period; No&comma; Alex non guarda noi&comma; i suoi occhi che ci apparivano minacciosamente diretti verso noi sono persi in altro&comma; lo spettatore nel mondo di Kubrick è dimenticato&comma; remoto&period;<&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1446 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;05&sol;latlante&period;jpg" alt&equals;"tornare al cinema - l'atalante" width&equals;"960" height&equals;"720" &sol;><br &sol;><em>La perdita e l’immagine&period;<&sol;em><&sol;p>&NewLine;<p>Nell’Atalante di Jean Vigo c’è una sequenza famosa che appariva nella sigla di Fuori Orario di Enrico Ghezzi&comma; un programma che ha avuto il merito di formare una nuova generazione di cinefili &lpar;sottoscritto compreso&rpar;&period; Il giovane traghettatore si tuffa nelle acque torbide della Senna e nuota disperato nell’immagine fluttuante del suo amore perduto&period; L’immagine dell’amata fluttua nell’acqua come un fantasma&period; Il giovane annaspa nel tentativo di afferrarla&period; Poi torna a galla con i polmoni scoppiati&period; L’immagine dell’amore&period; Confessate a voi stessi che quando pensate al concetto dell’amore cercate un’immagine che lo condensi e lo renda vivo ai vostri occhi&comma; lasciate gli stupidi palpiti&comma; i battiti cardiaci ai banali poetucoli della domenica&comma; alle casalinghe che cuociono i loro cervelli di fronte o di lato ad un televisore e ai cardiologi&period; L’immagine quale che sia&period; L’immagine del vostro amore&period; Il senso della perdita sta tutto nel suo stato di immagine&comma; fantasma di un’idea che un tempo era sangue e corpo e sesso&period; Il cinema è la ricerca di dare un senso a qualcosa trovando o costruendo o inventando &lpar;trovare nella sua espressione più felice&rpar; immagini in movimento&comma; dove il movimento non è il banale succedersi dei fotogrammi ma è anche la metamorfosi di senso che l’immagine subisce nel fluire della visione&comma; senso che muta sotto i nostri occhi per merito dei nostri occhi nonostante i nostri occhi&period; Il desiderio di fare di quell’immagine un corpo da toccare e amare&period; Il cinema è il desiderio allo stato puro&period; O forse è meglio dire la nostalgia del desiderio&period; La lotta nell’acqua con l’immagine del corpo ormai svanito dell’amata rappresenta questa forma di desiderio che lo spettatore cinematografico vive nella sala buia testimone di un dramma collettivo eppure così intimo&period; Lo smarrimento del giovane barcaiolo è lo stesso che provo io quando la visione si interrompe&comma; le luci della sala si riaccendono e ricomincia la vita&period;<br &sol;>L’ambiguità dello sguardo&period; C’era una volta il west di Sergio Leone&period; Potrebbe essere anche questo il titolo di un film&comma; un film che metta in fila tutte le immagini inventate da Sergio Leone nei suoi film western&period; In questo film in particolare&comma; C’era una volta il west&comma; la scena quasi all’inizio del massacro nella tenuta di Acqua dolce&period; Gli spari dal nulla&period; Le persone cadono uccise dai colpi precisi&period; Solo un bambino sopravvive&period; Esce dalla casa e guarda i suoi famigliari a terra&comma; corpi senza vita&period; La musica di Morricone si leva solenne&period; Dei cavalieri dalle lunghe palandrane gonfiate dal vento escono dai loro nascondigli&period; I lunghi fucili serrati nelle mani&period; Escono lenti e con passo inesorabile avanzano verso il superstite mentre la musica cresce&period; E’ una scena epica&period; I cavalieri si fermano di fronte al piccolo bambino impaurito&period; Il cavaliere al centro è Henry Fonda&period; Per il pubblico americano è uno shock&period; Henry Fonda era il buono per eccellenza&period; Non è possibile che lui abbia sterminato la famiglia di quel bambino&period; Fonda guarda il bambino e un sorriso affiora sulle sue labbra&period; Gli occhi bellissimi non tradiscono alcuna intenzione malvagia&period; Tutti noi sappiamo che Fonda non sparerà al bambino&period; E invece con lo stesso sguardo buono e lo stesso sorriso che tante volte abbiamo ammirato nei film precedenti Fonda ammazza il bambino&period; Leone compie un duplice sgarbo&period; Uno sgarbo allo star system hollywoodiano che tra sue le regole auree aveva la rigida manichea divisione tra i ruoli di buono e cattivo&period; Una star del cinema non può essere un cattivo&period; L’America non può avere il volto di un cattivo&period; L’altro sgarbo è nei confronti di tutti&period; Lo sguardo di Henry Fonda&comma; la limpidità azzurra del suo sguardo&comma; non può essere quello di un assassino eppure lo è&period; L’immagine cinematografica vive dell’ambiguità della sospensione del giudizio su quello che vediamo prima che un movimento tradisca il senso e lo rovesci&period; Gli occhi buoni diventano gli occhi del malvagio e viceversa&period;<&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1449 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;05&sol;psycho4a&period;jpg" alt&equals;"tornare al cinema - psyco" width&equals;"320" height&equals;"183" &sol;><br &sol;><em>Lo sguardo e il desiderio&period;<&sol;em><&sol;p>&NewLine;<p>In <a href&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;youtube&period;com&sol;watch&quest;v&equals;DTJQfFQ40lI">Psyco<&sol;a> c’è un’immagine che mi turba&period; Non la sequenza della doccia&comma; neppure gli animali impagliati&period; E’ l’occhio di Bates che spia la donna che si spoglia dal piccolo buco occultato dalla tappezzeria&period; L’occhio che si posa sulla piccola apertura&period; L’occhio che brama di vedere oltre la parete&period; L’occhio ansioso di scrutare nascosto nel buio&period; Hitchcock ha sempre tenuto a inglobare nel suo cinema di genere un discorso sullo sguardo voyeuristico&period; Il piacere della visione protetti dal buio&comma; nascosti da un’ombra che rende indistinta la realtà attorno a noi&period; Somiglia molto a ciò che succede a tutti noi quando sediamo nelle poltrone di un cinema&period; Di questo processo di identificazione tra Bates e gli spettatori in questa scena Hitchcock era ovviamente molto consapevole&period; Lo cerca e lo trova con nostra e sua soddisfazione&period; Tutti noi siamo resi complici dal maestro inglese&period; Nella sequenza di immagini ci sono diversi punti di vista&period; Un punto di vista diciamo esterno che riprende di lato l’occhio di Bates che si posa sul buco&period; Il punto di vista soggettivo di Bates &lpar;e nostro&rpar; che vede l’oggetto del desiderio dello sguardo nostro e di Bates&comma; cioè il corpo nudo della donna che si appresta a fare la doccia&period; E il punto di vista dell’oggetto della visione che ignara si lascia guardare e toccare dal suo e dal nostro sguardo&period; C’è un’inquadratura che mostra il foro dalla parte della donna&period; Ma non è lo sguardo della donna che è del tutto inconsapevole di essere guardata e desiderata&period; Anche se sente qualcosa che la tocca&comma; come se lo sguardo fosse una cosa tutt’altro che slegata dalla sensibilità corporea&period; E’ uno sguardo che rappresenta un nostro punto di vista&period; Il nostro sguardo è insieme lo sguardo malato di Bates&comma; il suo desiderio di possesso dell’immagine&comma; e lo sguardo oggettivo distaccato del narratore&comma; cioè quel soggetto invisibile che ci mostra cosa dobbiamo guardare per cucire insieme i pezzi della storia&comma; e lo sguardo della vittima&comma; e infine quel tipo di sguardo altro che dovrebbe consentirci di non identificarci completamente nello sguardo malato di Bates&period; Lo sguardo che ne deriva è uno sguardo che desidera tutto e che al contempo se ne vergogna e che sente bruciare su di sé questo sguardo&period; L’esperienza della visione è qualcosa che tocca i nostri corpi perché tocca le nostre passioni le nostre pulsioni i nostri desideri più inconsci&period; Il cinema è il desiderio nella sua forma più violenta e salvifica&period; Violenta perché il desiderio di guardare tutto è profonda e repressa&comma; salvifica perché ci condanna e ci assolve in virtù della composizione dello sguardo&period;<&sol;p>&NewLine;&NewLine;&NewLine;<p>Nelle prossime settimane pubblicherò altre due puntate di <em>Tornare al cinema<&sol;em>&comma; spero anche di tornare a scrivere più assiduamente sul blog&period;<&sol;p>&NewLine;<p> <&sol;p>&NewLine;&NewLine;<p>Se ti è piaciuto l'articolo condividi il post sul tuo social network preferito&comma; basta un click su uno dei pulsanti che trovi qui sotto al post&comma; e se ti piace il blog iscriviti alla pagina <a href&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;facebook&period;com&sol;zonamorta&period;it&sol;">facebook<&sol;a> per restare sempre aggiornato&comma; grazie<&sol;p>&NewLine;<p>Se hai articoli interessanti o racconti a tema che vuoi pubblicare ti consiglio la nuova funzionalità del blog&colon; <a href&equals;"http&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;scrivi-un-blog&sol;">Scrivi un blog<&sol;a>&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Puoi pubblicare liberamente su questo blog con un modesto contributo&comma; scrivi il testo&comma; allega le immagini e scegli la categoria&comma; il post sarà reso pubblico immediatamente e potrà essere visibile a centinaia di persone&period; <&sol;p>&NewLine;<div class&equals;"synved-social-container synved-social-container-share" style&equals;"text-align&colon; right"><a class&equals;"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-16 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox" data-provider&equals;"facebook" target&equals;"&lowbar;blank" rel&equals;"nofollow" title&equals;"Share on Facebook" href&equals;"http&colon;&sol;&sol;www&period;facebook&period;com&sol;sharer&period;php&quest;u&equals;https&percnt;3A&percnt;2F&percnt;2Fzonamorta&period;it&percnt;2Ftornare-al-cinema-1&percnt;2Famp&percnt;2F&amp&semi;t&equals;Tornare&percnt;20al&percnt;20cinema&percnt;20&percnt;E2&percnt;80&percnt;93&percnt;201&amp&semi;s&equals;100&amp&semi;p&lbrack;url&rsqb;&equals;https&percnt;3A&percnt;2F&percnt;2Fzonamorta&period;it&percnt;2Ftornare-al-cinema-1&percnt;2Famp&percnt;2F&amp&semi;p&lbrack;images&rsqb;&lbrack;0&rsqb;&equals;https&percnt;3A&percnt;2F&percnt;2Fzonamorta&period;it&percnt;2Fwp-content&percnt;2Fuploads&percnt;2F2021&percnt;2F05&percnt;2Flatlante&period;jpg&amp&semi;p&lbrack;title&rsqb;&equals;Tornare&percnt;20al&percnt;20cinema&percnt;20&percnt;E2&percnt;80&percnt;93&percnt;201" style&equals;"font-size&colon; 0px&semi;width&colon;16px&semi;height&colon;16px&semi;margin&colon;0&semi;margin-bottom&colon;5px&semi;margin-right&colon;5px"><img alt&equals;"Facebook" title&equals;"Share on Facebook" class&equals;"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share" width&equals;"16" height&equals;"16" style&equals;"display&colon; inline&semi;width&colon;16px&semi;height&colon;16px&semi;margin&colon; 0&semi;padding&colon; 0&semi;border&colon; none&semi;box-shadow&colon; none" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;plugins&sol;social-media-feather&sol;synved-social&sol;image&sol;social&sol;regular&sol;32x32&sol;facebook&period;png" &sol;><&sol;a><a class&equals;"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-16 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox" data-provider&equals;"twitter" target&equals;"&lowbar;blank" rel&equals;"nofollow" title&equals;"Share on Twitter" href&equals;"http&colon;&sol;&sol;twitter&period;com&sol;share&quest;url&equals;https&percnt;3A&percnt;2F&percnt;2Fzonamorta&period;it&percnt;2Ftornare-al-cinema-1&percnt;2Famp&percnt;2F&amp&semi;text&equals;Hey&percnt;20check&percnt;20this&percnt;20out" style&equals;"font-size&colon; 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