La Zona Morta

Tornare al cinema – 2

&NewLine;&NewLine;<p><em>Tornare al cinema finalmente&period; Perché il luogo prescelto per godere del cinema è la sala cinematografica&period; Tornare significa che siamo già stati tutti là&comma; nessuno escluso&period; Ma ce ne siamo allontanati col tempo&period; Pandemia&comma; pigrizia&comma; mancanza di denaro&period; Tutte ipotesi&period; La mia teoria è che siamo sempre stati là ma non abbiamo più chiuso gli occhi&comma; non ci siamo più abbandonati a quella visione estatica&period; Con l&&num;8217&semi;occasione della riapertura delle sale dopo i tragici eventi legati alla pandemia ripubblico vecchi frammenti sul cinema perduti in qualche polveroso cassetto&period;<&sol;em><&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1458 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;06&sol;62bc0fc640e0bfa54a49d175409303c27df9032effcb2314e7f173435b196d20&period;jpg" alt&equals;"donnie darko kelly tornare al cinema" width&equals;"1200" height&equals;"600" &sol;><&sol;p>&NewLine;<p><em>Il piano sequenza ovvero il cinema&period;<&sol;em> C’è un tipo di montaggio nel cinema che ha come regola primaria il non ricorrere al montaggio&period; Un piano sequenza è una scena senza stacchi della cinepresa&period; Un film è questo&colon; un insieme di pezzi&comma; di inquadrature che vengono montate e danno alla fine l’illusione della continuità spaziale e temporale&period; In <em>Otello<&sol;em> di <em>Orson Welles<&sol;em> il protagonista entra in un palazzo&comma; la scena è stata girata a Venezia&comma; l’ingresso invece vero e proprio nel palazzo è stato girato a Cipro&comma; il montaggio ci illude che la scena sia continua&comma; che non ci sia nessuna frattura tra le due immagini&period; In Donnie Darko &lpar;2001&rpar; il piano sequenza viene arricchito dal fast forward e dallo slow motion&period; I personaggi protagonisti della vicenda del film di Richard Kelly ci vengono mostrati all’interno della scuola grazie all’uso combinato di queste tecniche&period; La camera indaga lo spazio alla ricerca dell’oggetto del desiderio&comma; il movimento è neutro&comma; quando trova l’oggetto si sofferma&comma; rallenta&comma; il tempo è sospeso&comma; dilatato&comma; lo spazio diventa magico e liquido attorno al personaggio&comma; poi accelera improvvisamente come bramasse altra carne&comma; come fosse affamata di corpi&period; La nouvelle vague ha fatto del piano sequenza un principio cardine del suo realismo&comma; contrapponevano una scena filmata senza stacchi all’artificio del montaggio classico e delle riprese negli studios tipici del cinema francese classico&period; Godard smontava il meccanismo di inganno del montaggio&comma; della tecnica hollywoodiana codificata e indiscutibile chiamata decoupage classico&comma; in un film come A bout de soufflé&comma; dove le regole auree dei cineasti americani venivano infrante con ostinazione e consapevolezza politica e intellettuale&comma; portando alla luce cioè l’artificio del montaggio&comma; il segno della sforbiciata&period; A ben scrutare nel buio delle innumerevoli sale cinematografiche che ci siamo lasciati alle spalle il montaggio e il piano sequenza&comma; due tecniche così opposte&comma; agli antipodi della visione&comma; sembrano rappresentare due idee di cinema a cui non possiamo rinunciare&comma; due idee che nella loro opposizione offrono a registi di talento la possibilità di mostrarci qualcosa che vada oltre il banale intrattenimento&comma; possono mostrarci qualcosa di nuovo&comma; un nuovo modo di vedere le cose e di relazionarle&period;<&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1456 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;06&sol;rapina-a-mano-armata-sfondo-1023x534-1&period;jpg" alt&equals;"rapina a mano armata kubrick tornare al cinema" width&equals;"1023" height&equals;"534" &sol;><&sol;p>&NewLine;<p><em>L’acronia e il senso del tempo<&sol;em>&period; Kill bill e Rapina a mano armata&period; Sono film molto diversi tra loro&comma; con registi agli antipodi&comma; Tarantino e Kubrick&comma; ma hanno una cosa in comune&colon; sono acronie&period; Che cos’è il tempo in un’opera artistica di qualsiasi tipo &quest; E’ un personaggio&comma; un personaggio invisibile che tesse trame alle spalle dei personaggi visibili&period; E’ un modo in cui gli eventi narrati si dispongono o meno&period; E’ un modo di dare ordine alle cose o disordine se volete&period; In nessun caso il tempo di una narrazione è il tempo cronologico come lo conosciamo noi&period; Poiché siamo nel regno dell’immaginazione&comma; quando siamo nel contesto di un’opera d’arte&comma; tutto ciò che tocchiamo e vediamo in quel contesto non ha attinenza con la cosiddetta realtà&period; Il tempo è un’organizzazione degli spazi&comma; degli eventi&comma; dei personaggi&comma; uno strumento dell’intreccio&period; La maggior parte delle opere d’arte letterarie o cinematografiche cerca di usare il tempo come il tempo usa noi nella realtà&period; Basta ovviamente farci caso ed espedienti come il flash back o le visioni premonitrici rivelano subito la natura artificiosa della cronologia lineare&period; Ci sono artisti come Kubrick che hanno usato il tempo per raccontare la storia in modo del tutto diverso dallo standard usato&period; In Rapina mano armata Kubrick distrugge la linearità del tempo cronologico per raccontare meglio la storia e non per confonderci le idee&period; I noiosi amanti del realismo&comma; dell’illusione suprema del realismo&comma; non sembrano arrendersi all’idea che l’arte non abbia alcun rapporto con la realtà&comma; pensano che tutto sommato l’acronia sia solo un gioco&comma; un artificio messo lì tanto per divertire il pubblico con qualcosa di nuovo&comma; di insolito&comma; mentre ignorano che l’acronia è il modo più serio per trattare il tempo all’interno del sublime gioco dell’arte&comma; un oggetto che non ha nulla a che spartire con la realtà e che ha tutto da guadagnare anzi ad allontanarsene sdegnata&period; Distruggete la linearità del tempo perché il tempo è un concetto che in arte è del tutto assimilabile al concetto di personaggio&period;<&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1455 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;06&sol;orjyEE9ZcMefTsN8zT5ryQTdkIz&period;jpg" alt&equals;"taxi driver scorsese tornare al cinema" width&equals;"780" height&equals;"439" &sol;><&sol;p>&NewLine;<p><em>I colori della città ovvero la luce&period;<&sol;em> Taxi driver di Martin Scorsese affronta un tema che era di stretta attualità ai tempi&colon; il difficile rientro nel contesto sociale dei reduci dal Vietnam&period; Lo fa da un punto di vista anarcoide&period; Scorsese è un regista che si interroga ossessivamente sullo stesso tema in ogni suo film&colon; la violenza&comma; la violenza vista come atto individuale&comma; gesto anarchico e ribelle per eccellenza&comma; l&&num;8217&semi;individuo che a torto o a ragione&comma; ispirato da follia o meno&comma; sfoga la sua frustrazione ricorrendo alla violenza&comma; e la violenza organizzata&comma; la violenza delle bande armate&comma; la violenza metaforicamente dell&&num;8217&semi;istituzione&period; In Taxi driver indaga il progressivo sprofondare nella follia nichilista del reduce dal vietnam&comma; un uomo completamente spaesato&comma; tormentato dall&&num;8217&semi;insonnia e da incubi spaventosi&period; Non sappiamo nulla di quel che Travis ha visto o fatto in Vietnam&comma; Scorsese lascia immaginare a noi&period; Naturalmente su questo film è stato detto o scritto già tutto&comma; per cui non aggiungo nulla&period; Mi soffermo su una cosa che mi ha colpito&period; Naturalmente i soliloqui di Travis quando vaga con il suo taxi nella notte newyorchese&period; La voce paranoica di Travis&comma; il rallenty e le luci sull&&num;8217&semi;asfalto bagnato&comma; le luci della città&period; Che sembrano pennellate espressioniste&period; Scorsese è un regista cinefilo&comma; un regista che conosce la storia del cinema come pochi&period; L&&num;8217&semi;uso espressionistico della scenografia&comma; del movimento&comma; della luce&comma; della voce fuoricampo in queste sequenze è naturalmente consapevole&period; Noi vediamo con gli occhi di Travis la città degradata che si specchia nell&&num;8217&semi;asfalto lucido e nero&period; La sua voce è interiore&period; Il cinema mostra e nasconde&period; Come se fossimo dentro Travis noi vediamo e sentiamo&period; L&&num;8217&semi;identificazione è totale e mette a disagio&period; Le parole di Travis le abbiamo sentite miliardi di volte&comma; sono le parole di un reazionario comune&comma; che vuol ripulire la città dall&&num;8217&semi;immondizia che trabocca&period; Eppure benché sentiamo che c&&num;8217&semi;è qualcosa di malato in quelle parole non riusciamo a prendere completamente le distanze&comma; sentiamo empatia&comma; confusi dalle luci delle vetrine e dei semafori&comma; ipnotizzati dal rallenty e dalla voce di Travis perdiamo il senso di ciò che siamo&comma; smarriamo la strada assieme a lui&comma; non siamo semplicemente a bordo del taxi&comma; siamo i conducenti e insieme i passeggeri&comma; vorremmo scendere ma nello stesso tempo restiamo lì sedotti dalle luci della città&comma; dal male che si dispiega davanti ai nostri occhi imbambolati e dalla voce di Travis&period; Solo alla fine del film abbandoniamo il corpo di Travis e la sua follia&comma; ci allontaniamo piano piano&comma; percorriamo un sentiero a ritroso&comma; un sentiero cosparso di cadaveri e segnato dal sangue&comma; un sentiero che però abbiamo empaticamente seguito fino alla fine&period;<&sol;p>&NewLine;<p><img class&equals;"aligncenter wp-image-1457 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2021&sol;06&sol;HD&lowbar;75&period;jpg" alt&equals;"l'albero della vita malick tornare al cinema" width&equals;"967" height&equals;"507" &sol;><br &sol;><em>Lo spettatore visionario&period;<&sol;em> Vi sono due modi di essere spettatori&period; Il modo più diffuso consiste nell&&num;8217&semi;abbandonarsi al racconto&comma; lo scopo è essere incantati dalla storia che viene raccontata sullo schermo&comma; è un modo in un certo senso passivo&comma; ci si identifica nei personaggi e si lascia vagare la nostra mente nei pensieri e nelle emozioni altrui&period; L&&num;8217&semi;altro modo è quello che definirei visionario&period; Si va al cinema con un altro spirito&period; C&&num;8217&semi;è nello spettatore visionario una parte dello spettatore fanciullo che vuole essere cullato dalla fiaba&comma; ma è una riserva di piacere giocoso all&&num;8217&semi;interno di un&&num;8217&semi;altra modalità di visione&comma; una modalità attiva&comma; critica&period; Mentre lo spettatore normale si identifica con gli attori e i personaggi che incarnano&comma; lo spettatore visionario preferisce identificarsi con il regista&period; E&&num;8217&semi; una visione più faticosa&comma; ci vuole distacco ed empatia allo stesso tempo&period; Avviene così anche per un libro&comma; ci si può completamente immergere nella storia e dimenticarsi&comma; trascorrere qualche ora fuori da noi&comma; oppure si può essere partecipi almeno parzialmente dei travagli dello scrittore&comma; notare le sottigliezze stilistiche con cui ha reso più efficace una descrizione o una scena&comma; godere della bellezza dello stile&comma; al di là del contenuto espresso&period; Non tutti i film e non tutti i libri si prestano ad una tale fruizione&period; Solo le opere d&&num;8217&semi;arte&period; Per questo non si deve andare a vedere L&&num;8217&semi;albero della vita di Terrence Malick come se fosse un film normale&period; Lo si deve vedere con l&&num;8217&semi;approccio artistico&period; Lo spettatore normale di fronte al film di Malick rimarrà deluso perché lo scopo del regista non era di affabulare semplicemente&comma; così come lo scopo dell&&num;8217&semi;arte in genere non è quello di raccontare semplicemente una storia&comma; ma di evocare un mondo con le sue regole e le sue leggi fisiche e chimiche&period; La luce del mondo in cui sprofondiamo è differente&comma; così come il tempo&comma; tutto ciò che vediamo va ricondotto a quel mondo non al nostro&period; L&&num;8217&semi;unico modo di godere della bellezza di questo film è diventare visionari&comma; partecipare con distacco ed empatia&comma; essere fuori e dentro&period; Entrare in comunicazione profonda con un&&num;8217&semi;opera d&&num;8217&semi;arte è un&&num;8217&semi;esperienza trascendentale&comma; si abbandona il proprio corpo ma si è se stessi fino in fondo&comma; la mente&comma; la nostra mente è presente&comma; partecipe della passione che esplode sullo schermo&period; I temi del rapporto padre-figlio&comma; cristo-dio&comma; il tema della morte e del suo mistero ci toccano nel profondo perché non ci siamo abbandonati all&&num;8217&semi;identificazione completa&comma; ne siamo rimasti in parte fuori&comma; ci siamo osservati esternamente come se fossimo usciti da noi stessi sentendo tutto ciò che la nostra anima pativa&comma; i nostri sensi ingannevoli si sono sopiti per lasciare spazio solo ai nostri pensieri&comma; ai nostri ricordi&comma; al nostro io profondo&period; L&&num;8217&semi;albero della vita mi ha commosso davvero&comma; mi ha restituito un&&num;8217&semi;idea di cinema che era andata perduta nella visione ordinaria di film ordinari che mi hanno lasciato vuoto&period;<&sol;p>&NewLine;<p> <&sol;p>&NewLine;&NewLine;<p>Se ti è piaciuto l'articolo condividi il post sul tuo social network preferito&comma; basta un click su uno dei pulsanti che trovi qui sotto al post&comma; e se ti piace il blog iscriviti alla pagina <a href&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;facebook&period;com&sol;zonamorta&period;it&sol;">facebook<&sol;a> per restare sempre aggiornato&comma; grazie<&sol;p>&NewLine;<p>Se hai articoli interessanti o racconti a tema che vuoi pubblicare ti consiglio la nuova funzionalità del blog&colon; <a href&equals;"http&colon;&sol;&sol;zonamorta&period;it&sol;scrivi-un-blog&sol;">Scrivi un blog<&sol;a>&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Puoi pubblicare liberamente su questo blog con un modesto contributo&comma; scrivi il testo&comma; allega le immagini e scegli la categoria&comma; il post sarà reso pubblico immediatamente e potrà essere visibile a centinaia di persone&period; <&sol;p>&NewLine;<div class&equals;"synved-social-container synved-social-container-share" style&equals;"text-align&colon; right"><a class&equals;"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-16 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox" data-provider&equals;"facebook" target&equals;"&lowbar;blank" rel&equals;"nofollow" title&equals;"Share on Facebook" href&equals;"http&colon;&sol;&sol;www&period;facebook&period;com&sol;sharer&period;php&quest;u&equals;https&percnt;3A&percnt;2F&percnt;2Fzonamorta&period;it&percnt;2Ftornare-al-cinema-2&percnt;2Famp&percnt;2F&amp&semi;t&equals;Tornare&percnt;20al&percnt;20cinema&percnt;20&percnt;E2&percnt;80&percnt;93&percnt;202&amp&semi;s&equals;100&amp&semi;p&lbrack;url&rsqb;&equals;https&percnt;3A&percnt;2F&percnt;2Fzonamorta&period;it&percnt;2Ftornare-al-cinema-2&percnt;2Famp&percnt;2F&amp&semi;p&lbrack;images&rsqb;&lbrack;0&rsqb;&equals;https&percnt;3A&percnt;2F&percnt;2Fzonamorta&period;it&percnt;2Fwp-content&percnt;2Fuploads&percnt;2F2021&percnt;2F06&percnt;2FOTHELLO-1&period;jpg&amp&semi;p&lbrack;title&rsqb;&equals;Tornare&percnt;20al&percnt;20cinema&percnt;20&percnt;E2&percnt;80&percnt;93&percnt;202" style&equals;"font-size&colon; 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