Edison, ben noto per aver inventato (e forse rubato) il fonografo e la lampadina a incandescenza, ha inventato anche cose che non compaiono sugli scaffali dei negozi, come ad esempio un telefono per comunicare con i morti.

Sappiamo grazie alla Zona Morta che l’ottocento era un’epoca strana in cui il confine tra scienza e magia era spesso sottile, non a caso gli inventori si esibivano come prestigiatori stupendo il pubblico con effetti speciali dovuti all’elettricità (che ai tempi appariva come un miracolo), e spesso i cosiddetti scienziati frequentavano i salotti degli spiritisti.

Probabilmente Edison, un furbo imprenditore e inventore, molto prolifico come attestano gli oltre 1000 brevetti registrati, fu contagiato dal movimento spiritista e pensò bene di realizzare una macchina che permettesse di comunicare con il fantasma dei defunti. Edison voleva sfruttare evidentemente l’onda spiritista per fare un bel gruzzolo di soldi ma la sua ricerca probabilmente si arenò e fu resa nota solo nel 1949 quando un’edizione del suo diario fu pubblicata in modo completo facendo emergere le attività di ricerca fino ad allora inedite.

Questa ricerca era datata 1870 e si basava sull’amplificazione di uno dei suoi fonografi.  Era così sicuro che avrebbe funzionato che fece una sorta di patto di morte con uno dei suoi ingegneri: se uno dei due fosse trapassato prima dell’altro, quello sopravvissuto avrebbe cercato di contattarlo con la macchina.

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Non sappiamo poi se Edison riuscì a comunicare con i morti, può essere che magari si sia portato nell’aldilà l’invenzione e che quel numero sconosciuto che ogni tanto appare sui display dei nostri telefonini sia lui che tenta di comunicare con noi.

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