Quella di Katerine Mary Knight è una storia davvero disturbante, una storia di violenza e follia con un epilogo che non mancherà di raggelarvi le ossa.

Katerine nasce in Australia nel 1955 in una famiglia numerosa, il padre Ken è di professione macellaio. La famiglia si sposta di città in città finché non  si stabilisce ad Aberdeen dove tutti, compresa la sedicenne Katerine, trovano impiego nel macello pubblico.

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Katerine ci sa fare col coltello, ne fa collezione, la sua cameretta non è tappezzata di poster di cantanti rock come quelle delle sue coetanee ma di coltelli affilati. Scuoiare animali, farli a pezzi è una passione per la ragazza, e presto al gusto del sangue che sprizza sulle pareti e al fare a pezzi corpi inanimati, si associa una forte eccitazione sessuale.

Come  per tutti i fanatici delle armi l’arma diviene un prolungamento della sfera sessuale e un mezzo per procurarsi piacere, ma a suo tempo…

A soli 18 anni sposa un camionista, David, da cui avrà una figlioletta. Katerine ha un appetito sessuale smisurato e quando il marito non soddisfa le sue richieste scoppia la violenza, il matrimonio dura due anni finché David non se ne va lasciandola sola con la bambina.

Katerine si vendica in modo spaventoso, prende la bambina di pochi mesi e la sistema sui binari in attesa di un treno. La piccola si salva grazie al provvidenziale intervento di un senzatetto che la sente piangere.

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Katerine è fuori controllo, è aggressiva e minacciosa, viene internata, le viene diagnosticata una grave forma di depressione post partum, le danno un po’ di medicine e la rimandano a casa.

Ma non dura molto… per un futile motivo, con componente delirante, accoltella una donna che sopravvive per miracolo poi prende in ostaggio un ragazzino minacciando di ucciderlo. Viene fermata e ricoverata di nuovo.

A questo punto David, il marito, torna sui suoi passi, decide di accudire la moglie malata. La convivenza dura 4 anni, tra scoppi di violenza improvvisi e appassionate notti d’amore, mette al mondo un’altra figlia. Poi se ne va, prende le due bambine e torna a vivere dai suoi.

Katerine colleziona uomini, è attraente (almeno per gli standard australiani) e soprattutto sessualmente disinibita e calda. Conosce un minatore, David, un brav’uomo anche se coltiva il vizio del bere, convive con lui per qualche tempo, ma i litigi sono frequenti, culminano nel 1987 quando Kate sgozza il cagnolino del suo uomo.

A David Kate piace parecchio se è disposto comunque a tollerare tutte le sue violenze e le sue stranezze (colleziona animali imbalsamati, crani e ossa di mucche e pecore, ritagli di giornale, pelli di animali), quando è “normale” diventa simpatica e poi a letto è molto calda e disponibile, qualità che un uomo apprezza. Ma anche lui alla fine cede e la abbandona.

Si mette con un altro uomo, John Chilliworth, da cui avrà un altro figlio. La relazione dura due anni il tempo di conoscere un altro uomo, quello fatidico, John Price.

Fin qui la storia di Katerine è una storia tutto sommato comune, è una donna malata, probabilmente le verrebbe diagnosticato un disturbo di personalità, una storia come ce ne sono tante ai margini delle nostre società, un problema da servizi sociali e da centri di salute mentale… ma non è così…

Price è un minatore, guadagna bene, tira su i figli da solo, la moglie lo ha abbandonato anni prima. Kate va  a vivere da lui, lascia la sua casa (la cui visione avrebbe fatto concorrenza alla casa di Ed Gein, prossimamente su questo blog), la relazione procede come le altre di Kate, a slanci di passione con sesso sfrenato si alternano liti furibonde e violente. Kate soffre di un disturbo borderline molto estremo, lo si capisce dal modo in cui si allontana quando la relazione si fa più stretta e da come cerca di ricucire quando teme di essere abbandonata. A Price ne combina di cotte e di crude, arriva a farlo persino licenziare. Gli amici gli consigliano di  lasciarla ma Price è troppo coinvolto, Kate lo manipola, quella del borderline e del compagno/vittima è una dinamica fin troppo conosciuta ai giorni nostri.

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Nel 2000 arriva però l’episodio che lo convince a lasciarla, dopo l’ennesimo litigio Kate lo colpisce con una coltellata. Price corre in tribunale e ottiene l’ordinanza per cacciarla di casa. Potrebbe essere la fine della storia se non ci fosse l’epilogo…

Il 29 Febbraio Kate si presenta alla porta di Price, Price non resiste e finiscono a letto. Poi forse litigano, o forse Kate aveva già in mente freddamente quello che voleva fare. Uccide Price con un coltello, lo scuoia in modo professionale. Poi lo decapita e taglia un po’ di carne dalle sue natiche che cucina e mangia. Dopo di ché torna a dormire di sopra.

La polizia fa irruzione la mattina dopo e si trova di fronte ad uno spettacolo agghiacciante: trova la pelle dell’uomo attaccata all’architrave della porta, accanto i suoi genitali. Le pareti e il pavimento sono coperti di sangue.

In cucina c’è una pentola sul fuoco, nella pentola galleggia una testa umana scuoiata perfettamente. Sul tavolo due piatti di carne e verdure. La carne proviene dal corpo in salotto, immerso in una pozza di sangue.

Kate è in camera, dorme profondamente. Non ricorda nulla di quanto è successo.

Il tribunale che si occupa del caso la considera disturbata ma in grado di intendere e volere, e la condanna all’ergastolo.

Questa era  la storia di Katerine Mary Knight detta anche “Hanna Lecter”, un raro caso di cannibalismo femminile.

 

 

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