I “moors murders”, omicidi delle brughiere, furono una serie di orribili omicidi che sconvolsero il Regno Unito negli anni 60.

burghiera di saddleworth

Ian e Myra erano giovani problematici, il primo era un delinquente violento appassionato di nazismo, la seconda aveva sulle spalle un’infanzia difficile, con un padre che la picchiava e che la spingeva a essere violenta con gli altri.

Nel 1961 incontrò Ian e se ne innamorò. Fu sedotta dai suoi modi violenti, dal suo passato criminale e dalle idee naziste, per lui arrivò a tingersi i capelli di biondo, per sembrare più ariana. Erano entrambi appassionati lettori di opere sadomasochistiche e di pornografia.

Ian Brady era ossessionato dall’idea del delitto perfetto. Il delitto perfetto consiste in un delitto senza movente, il delitto tipico dei serial killers. E infatti Ian e Myra sono una coppia particolarmente efficiente di serial killers.

La sera del 12 Luglio 1963 Ian propose alla fidanzata Myra di uccidere qualcuno. Le chiese di guidare il furgone mentre lui la seguiva in moto in cerca della vittima ideale.

ian brady e myra hindley, moors murders

La vittima si palesò attorno alle 22, era la sedicenne Pauline Reade che si recava a un ballo della British Railways Club di Gorton, sobborgo operaio di Manchester in cui era cresciuta Myra Hindley. Ian Brady invece era di origine scozzese. Myra la fece salire sul furgone per un passaggio e poi le chiese di aiutarla a cercare un costoso guanto che aveva smarrito nella brughiera di Saddleworth. La trappola era scattata. Quando furono nella brughiera Brady le raggiunse, Myra disse a Pauline che il suo fidanzato le avrebbe aiutate. Ian portò Pauline nella brughiera in cerca del guanto e tornò da solo mezz’ora dopo. Myra era rimasta al furgone per dare eventualmente l’allarme. Tornò con lui nella brughiera e lo aiutò a seppellire il corpo di Pauline. Ian le aveva tagliato la gola, prima però l’aveva violentata.

Pochi mesi dopo lo stesso stratagemma del guanto attirò nella trappola il dodicenne John Kilbride. Accettò un passaggio da Myra in un mercato di Ashton-under-lyne con la promessa che l’avrebbero portato a casa. Per convincere il ragazzino Myra gli agitò davanti agli occhi una bottiglia di sherry. Ovviamente non lo portarono a casa. Lo condussero a Saddleworth moor, come avevano fatto con Pauline. Ian si allontanò con lui nella brughiera, lo violentò e poi lo uccise prima accoltellandolo, e  poi finendolo con un laccio di scarpa attorno al collo.

Il terzo delitto ebbe simili dinamiche, la vittima fu il dodicenne Keith Bennett attirato nel solito modo e portato nella brughiera da Ian con la scusa del fantomatico guanto. Ian raccontò a Myra di averlo violentato e poi di averlo strangolato con un laccio.

La quarta vittima fu Lesley Ann Downey, una bambina di soli 10 anni. La videro a una fiera. Quando si resero conto che era sola, la fecero salire sul furgone, dicendole che l’avrebbero riportata a casa sua. Invece la portarono nella loro casa dove fu spogliata, legata e costretta a essere fotografata in pose pornografiche, prima di essere violentata e uccisa. La mattina dopo seppellirono il corpo della bambina a Saddleworth Moor, era nuda, le avevano gettato i vestiti nella fossa.

La quinta vittima fu  il diciassettenne Edward Evans, attirato a casa dalla coppia e poi ucciso a colpi d’ascia da Ian. Fu fatale per la coppia il coinvolgimento del cognato Smith, marito della sorella di Myra, che assistette all’omicidio di Evans. Smith era diventato molto amico di Brady e accettò di aiutare a seppellire il corpo di Evans ma tornato a casa raccontò tutto alla moglie Maureen che gli consigliò di rivolgersi alla polizia.

Ecco come andarono le cose secondo il verbale della polizia:

“[Brady] aprì la porta e disse con tono di voce insolitamente alto per lui; …”Vuoi quelle bottigliette?” Io annuì e lui mi portò in cucina; …e mi diede tre bottigliette di vino e disse: “vuoi anche il resto?” Quando ero entrato in casa la porta del salotto era chiusa. Ian andò in salotto ed io aspettai in cucina. Aspettai circa uno o due minuti poi improvvisamente sentii delle urla fortissime; sembravano urla femminili, molto acute. Poi le grida proseguirono. E sentii Myra che urlava: “Dave, aiutalo!” Quando corsi in salotto vidi un giovane uomo disteso per terra. Aveva la testa e le spalle appoggiate al divano e le gambe sul pavimento. Stava a faccia in su. Ian stava sopra di lui, con una accetta in mano, il ragazzo urlava ancora e poi… Ian lo colpì con l’accetta sul lato sinistro della testa. Ho sentito il colpo, fu un colpo fortissimo, emise un suono orribile”

Pochi giorni dopo Brady e Myra furono arrestati per l’omicidio di Evans. Le indagini successive portarono all’incriminazione anche per l’omicidio di Kilbride (furono rinvenuti oggetti del bambino in casa della coppia) e della piccola Lesley Ann Downey, in una valigetta di Brady furono trovate delle foto nude della bambina e un nastro registrato con le urla della piccola.

Solo nel 1985 Brady confessò anche gli omicidi di Pauline Red e Keith Bennet, per i quali erano sospettati ma senza prove.

Curiosità: le imprese diaboliche della coppia ebbero vasta risonanza nell’opinione pubblica inglese, nel 1978 i Sex Pistols li citano nella loro No one is innocent.

 

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